Parla Gioia Cristalli (Miles Faber), da Castelraimondo.

A. Dicci qualcosa su "Perfect Place", il brano che abbiamo trasmesso.

A. La parte strumentale e' stata composta e incisa completamente da Joe Delirio, quindi solo lui puo' dirvi come l'ha concepita e con quali bizzarre idee in testa! Io posso raccontare la mia parte della storia: avendo ricevuto da lui il graditissimo incarico, ho composto per questo brano le le melodie vocali, i testi, e ho registrato la mia interpretazione nel mio piccolo home studio. Un lavoro a distanza dunque, ed e' stato eccellente che nonostante cio' ci siamo ristrovati entrambi completamente rappresentati dall'esito finale. Sentendo per la prima volta il suo strumentale, io l'ho considerato un drum'n'bass, e mi affascinava la sfida di fare un'incursione in quel genere che finora non avevo mai frequentato. Perciò la mia interpretazione vocale ha qualche lontano richiamo alle tonalità jazzate tipiche di quello stile, lontano e vago in ogni caso dato che resto fedele al timbro programmaticamente abbastanza selvaggio, nel senso che non suona mai educato e impostato sino in fondo, che preferisco per trasmettere la mia emotività. Anche il testo è diverso dal mio solito stile, in questo caso è un po' più ironico e ripetitivo di quanto io faccia usualmente, proprio per richiamare le atmosfere drum'n'bass. A proposito, una curiosità: più di un amico mi ha chiesto chi fossero i "four of us, like a blessing from above, living in complete harmony" che costituiscono il punto d'arrivo, il Luogo Perfetto del brano. Mi piacerebbe lasciare pensare a qualche mitica ammucchiata, ma la verità è che si tratta di me e dei miei tre... Pappagallini! L'ornitologia è la mia seconda passione dopo la musica, o forse è la prima...

B. Dacci una breve descrizione della musica che fai, per chi non ti ha mai ascoltato prima.

B. Come ho già detto, solitamente la mia musica è piuttosto diversa da questo brano. Mi piace fare un pezzo da zero, cioè scrivere e suonare io le mie parti strumentali; ma mi piace altrettanto interpretare i brani degli altri musicisti che stimo, perché spesso appunto mi costringe a esplorare toni che di per me non mi verrebbe in mente di usare, ed è così una grande occasione per ampliare la gamma espressiva. Il mio genere è l'elettronica, e il mio programma e' descritto dallo pseudonimo che ho scelto, Miles Faber: Miles per via dell'aggressività che mi piace immettere nella mia musica, e Faber per via del piacere nel forgiare i suoni (quasi tutti analogici e non campionati). Entrambi i termini latini alludono anche a una disciplina interiore che sono ben lontana dall'avere, ma che pure resta per me un ideale da raggiungere. La musica che ne deriva spesso parla di altre epoche, ma allude comunque sempre al presente. Un esempio: "The Doubt of Winners"; benché il mio testo vada poi in tutt'altra direzione, il titolo è una citazione da una poesia di... Pietro Ingrao! E' brevissima, e dunque eccovela: "L'indicibile dei vinti - il dubbio dei vincitori". Mi sembrava illuminante per chiudere un disco sulle guerre della prossima era.

C. Un messaggio per i nostri ascoltatori.

C. Siete fortunati! Vi invidio! Potete ascoltare e scoprire cose sempre nuove e degne di nota. Sappiatelo: noi della montagna, programmi radio cosi' non ne abbiamo.

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