. LA STAFFETTA
uccello del
malaugurio
 
Originariamente con il termine 'la staffetta' veniva definita l'attività sportiva dove quattro atleti corrono un tratto di un percorso passandosi il cosiddetto 'diplomatico', nel tentativo di battere i diretti concorrenti.
Con il tempo però questo termine ha subito delle modifiche, dove il risultato finale non era sconfiggere i diretti concorrenti bensì quello di disintegrare il soggetto preso di mira. Successivamente gli sconfitti e i vinti verranno diversamente premiati. Tra le varie modifiche apportate con il tempo c'è anche quella più recente, dove delle varie staffette si sono intrecciate e anche i soggetti impegnati erano iscritti a più gare contemporaneamente.
Il primo caso che si possa riportare sotto la categoria di staffetta è quella che ha visto impegnati varie magistrature (anche estere) contro l'allora il semplice Cav. Berlusconi, ora il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Gara protrattasi per parecchi anni, con tappe vinte un po' da una parte e un po' da un'altra. Ma alla fine ha vinto ai punti l'attuale Presidente del Consiglio. I premi, per il vittorioso, la carica di Capo degli Italiani, e la santificazione; per gli sconfitti il nomignolo di 'comunisti', la limitazione dei loro poteri e, singolaremte, la via politica (Di Pietro) e l'arrancare per la pensione (D'Ambrosio).

Silvio Berlusconi

Giulio Andreotti
Un altro caso ha visto confrontarsi la magistratura di Perugia, il Senatore a vita Giulio Andreotti e la squadra dei mafiosi pentiti non pentiti. Anche questo una gara tattica dove chi era rimasto indietro era la magistratura, e le file le tiravano Andreotti (sempre dominatore) e la banda mafiosa (sempre secondi). La conclusione della corsa ha avuto un risultato a sorpresa: ha vinto la magistratura, e ultimo è arrivato il Senatore. Però, nel frattempo, le regole erano cambiate, e vince chi perde. Risultato: nonostante i 24 anni di galera inflitte a Andreotti, egli ne esce vittorioso e se ne lava le mani; i mafiosi dovranno inventarsi un'altra pista per ottenere ancora i soldi dello stato per mantenere il loro status; i magistrati sono stati considerati ancora meno dei comunisti (perché anche Fassino li ha criticati), e vagheranno per Perugia come ombre di se stessi.
Il caso più complicato e più strategico è quello che vede interessati la magistratura di Milano da una parte e il nuovo Senatore nelle file di Forza Italia Cesare Previti. In riserva per i primi c'è la magistratura di Brescia, la quale per una faida interna non vuole essere considerata dai titolari; per il secondo c'è in teoria il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma in pratica ci sono tutti gli italiani che hanno votato l'attuale maggioranza parlamentare (anche se adesso sembra che questa maggioranza di italiani si sia di volta in volta estinta, ma ormai ce l'abbiamo e dobbiamo tenercela). E' stato un confronto aperto e combattuto a tutto campo. In certi momenti sembrava quasi che la magistratura potesse avere la meglio. Lo sfidante però usava la sua amicizia con la riserva, respingendo gli attacchi che sembravano disperati arrembaggi. Con una tattica in stile Risiko, Cesare Previti riusciva a mettere a segno dei punti a suo favore, e alla fine è riuscito ad aggiudicarsi l'ultima carta per raggiungere il bonus della "Legge Cirami". Risultato: gli sconfitti (la magistratura di Milano) hanno dovuto cedere il passo alle odiate riserve (magistratura di Brescia), mentre i vincitori non si sono meravigliati più di tanto perché ormai ci sono abituati a prendere per i fondelli gli italiani.

Cesare Previti

Carlo Giuliani
Gli ultimi due casi in qualche modo sono simili. Nel primo caso come nel secondo ci sono da una parte la magistratura (di Cosenza prima e di Genova poi), e di fronte ci sono ragazzi che hanno l'idea che un nuovo mondo è possibile. Il primo atto si è concluso con un arresto di circa 20 giorni degli sfidanti e una scarcerazione che odora di minaccia. Il secondo atto, che si deve concludere, vede delle persone, attivisti e no, in prigione o agli arresti domiciliari in attesa di battersi sull'ultimo scatto. Con questo voglio concludere, collegandomi anche con quanto avevo scritto un po' di tempo fa, dicendo: se sei ricco sei libero, se sei povero sei libero sì, ma di essere arrestato, processato, pestato e possono calpestare i tuoi diritti fondamentali senza per questo subire conseguenze.
(piccolo riferimento sul caso Giuliani, nel merito del quale non voglio entrare perché non c'è più niente da commentare).