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LA TV E' STUPIDA COME CHI LA GUARDA
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uccello del
malaugurio
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| Dal principio si poteva affermare
che la TV faceva diventare stupidi chi la guardava perché
proponeva solo programmi stupidi, invece ora, mi viene
più normale pensare che è stupida la TV, perché chi
la guarda la vuole così. |
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Alberto
Castagna
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Io ancora mi stupisco di
come si fa a guardare la TV e rimanere indifferenti
di fronte alle cose che ti propone: "Amici", oppure
"Stranamore", fino ai programmi copiaticci della ex-mamma
Rai. Programmi vistosamente finti da chiedere un premio
per chi li ha inventati per la loro fervida immaginazione;
ma poi li guardi e chiedi una legge che imprigioni definitivamente
quelle persone che lo guardano perché è impossibile
non rendersi conto della falsità di cose che dicono.
Ma allo stesso tempo rimani deluso e amareggiato perché
quando chiedi ad un potenziale telespettatore di questi
programmi se si rende conto delle cazzate espresse,
questi ti risponderanno che lo sanno, ma che comunque
gli piace vederli. E' un po' come se un assassino dice
di aver ucciso e di aver anche sbagliato a farlo ma,
ciononostante, lo farebbe ancora. |
Come comportarsi allora di
fronte a queste cose?
Come evitare che un programma come "Striscia la Notizia"
raggiunga uno share superiore al 50%? Sarebbe bello
proporre dei programmi intelligenti e culturali, per
eliminare tanta ignoranza in quelli che stanno davanti
ai teleschermi, ma il risultato lo stiamo vedendo con
il novo polo televisivo di La7: nessuno se lo caga,
nessuno lo guarda e poi va inevitabilmente allo sfascio
e se lo compra, inevitabilmente, il Berlusca, già povero
di canali televisivi.
Fin qui i programmi che comunque non voglio entrarne
nel merito poiché poi, dico onestamente, non li guardo.
Perché io ho capito prima di molti altri che era meglio
smetterla, ho deciso che era meglio ubriacarmi o drogarmi
anziché impallarmi di fronte alla scatola quadrata che
è nel sogno di tutti i neo-sposi. |

Il
Gabibbo
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Un
salvataggio in Molise |
Parliamo un attimo invece
dei telegiornali. Senza distinzioni tra Rai e Mediaset,
ad eccezione del fatto che questi secondi dall'ultima
notizia data ai saluti ti ci mettono la pubblicità,
ed escludendo quelli di La7 per motivi che ho sopra
citato.
Parliamone per quanto riguarda il fatto della scuola
del Molise schiantatasi sopra i ragazzi che vi erano
per fare una festa. Tutti i telegiornali fanno i loro
bei servizi che occupano la metà della durata di tutto
il TG, e fino a qui tutto bene, d'altronde è una notizia
a carattere nazionale. Qualcuno degli inviati addirittura
dice di non voler mostrare le immagini delle macerie
o dell'immenso obitorio stabilito nel palazzetto della
città colpita per pudore o per rispetto alle vittime,
e fino a qui tutto bene. Poi si susseguono per tutto
il giorno e in tutti i programmi televisivi, da quelli
politici a quelli di sport fino a quelli per ragazzi,
che dovrebbero far divertire i piccoli telespettatori,
notizie e immagini dal luogo della tragedia. |
| Ma immagini del tipo soccorritori
che estraggono i corpi delle piccole vittime dalle macerie,
oppure un salvataggio in diretta di un bimbo da parte
dei soccorritori, che ad un certo punto rompi pure le
scatole e dai fastidio agli stessi; oppure interviste
fatte a proposito a genitori che hanno perso il loro
unico bambino di prima elementare con la domanda: "Come
sta?". Ma è un miracolo che non ti prendo a male parole
oppure ti sparo in bocca, e da qui fino a correre dietro
al sindaco che vive la tragedia sia dalla posizione
di padre (in quanto ha perso anche suo figlio), sia
dalla posizione di primo cittadino, e gli si ripete
la domanda su come sta vivendo la situazione tutta la
cittadinanza, senza prima avergli fatto la prefazione
alla domanda ricordandogli che li sotto c'è anche suo
figlio (un po' come disse Benigni in uno dei suoi monologhi:
"Un po' come quando vedi la madre che il figlio si è
ucciso impiccandosi, e salutarla facendo il gesto di
uno che si tira la corda sul collo"). |

Antonio
Borrelli
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Poi ci si stupisce che la cittadinanza di San Giovanni di
Puglia ha rifiutato la presenza dei giornalisti durante le
onoranze funebri, ad esclusione di alcune telecamere per la
visone nazionale di una tragedia trasformata in spettacolo
da prima serata (vedi il programma "Uno di noi" di sabato
sera). Quel giorno che morirò, in altre parole buttandomi
da una torre, gridando forte "Geronimo", voglio le telecamere,
la diretta internazionale e la bara rossa, con un buco per
far fuoriuscire il braccio sinistro con il pugno chiuso e
il dito medio alzato.
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