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L'ITALIA VA ALLA GUERRA |
uccello del
malaugurio
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Art. 11 della Costituzione
italiana: L'Italia ripudia la guerra come strumento
di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo
di risoluzione delle controversie internazionali; consente,
in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni
di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri
la pace e la giustizia le Nazioni (1); promuove e favorisce
le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
(1)
V. Trattato dell'Unione Europea firmato a Maastricht
il 7 febbraio 1992
L'argomento guerra non va mai in un cassetto,
neanche per qualche minuto. Si può accantonare la questione
sociale o la disoccupazione, la violenza o le tangenti,
ma mai la guerra. |
| La guerra è molto appetibile
per chi la fa: è comoda per far dimenticare problemi
di politica interna, o di scandali nazionali, oppure
quando si hanno un quantitativo di armi da sostituire
con delle nuove. L'America, ad esempio, ha come presidente
un alcolizzato che è stato eletto con i voti dei costruttori
di armi, e quindi, deve andare incontro alle esigenze
di questi sostenitori. L'Inghilterra, invece, ha come
unico obiettivo di presentarsi come guida di una Europa
unita, la stessa Europa che non comprende l'Inghilterra
tra le sue file. L'Italia, non si capisce il perché,
ma sta dietro all'America e all'Inghilterra, solo perché
il nostro presidente spera di vendere un po' di armi
Beretta alle truppe americane (non è un caso che l'ambasciatore
italiano negli USA sia stato sostituito da poco dal
proprietario della fabbrica di armi Beretta). |

Ugo
Gussalli Beretta |

Jacques
Chirac |
Fin qui quelli che sono a
favore della guerra. I contrari sono la Germania, perché
ha una forte immigrazione araba, quindi ogni piccola
cazzata rischierebbe di far esplodere una frazione interna
di proporzioni non quantificabili; la Francia perché
non ha nulla da guadagnarci, anzi ha tutto da perdere,
sia come prestigio economico, sia per la lotta politica,
che si è appena conclusa con la rielezione di Chirac,
tra la destra moderata (…) e l'estrema destra di Le
Pen (sic!); la Russia perché deve riscuotere un credito
dall'Iraq, e perché la sua ditta di estrazioni petrolifere,
nazionalizzata, ha una sostanziosa percentuale di partecipazione
con lo stato iracheno; la Cina perché sembra che ultimamente
sia contraria a tutto quello che dicono gli statunitensi. |
Ma in realtà, io volevo parlarvi
di un caso del tutto italiano. Una voce fuori dal coro.
Una persona che è contro la guerra, ma a favore dell'attacco
all'Iraq; uno che nel suo partito, all'atto di costituzione,
ha escluso la guerra, ma che ora vuole togliere dalla
costituzione l'articolo 11. Questo uomo, o meglio, questo
individuo è Massimo D'Alema. Un uomo un perché. Fa di
tutto per tornare alla guida del paese, fino al punto
di fare partito da sé. Il segretario Fassino
dice una cosa, lui ne dice un'altra, ma nessuno lo corregge.
Perché? D'Alema, che cerca di anticipare le mosse dell'avversario
dopo che questo ha già giocato le sue carte.
Cosa dice D'Alema sulla guerra? Per non dare tutti i
meriti a Forza Italia ha detto, dopo che Berlusconi
aveva espresso il suo appoggio per l'attacco all'Iraq,
che la guerra è giusta e doverosa perché Saddam è un
pericolo. |

Massimo
D'Alema |
(piccola parentesi: se Saddam Hussein è pericoloso perché
potrebbe avere il nucleare, che cosa possiamo dire di uno
come Bush che il nucleare ce l'ha di sicuro e ha detto che
è pronto ad utilizzarlo?)

Enrico
De Nicola |
Per favorire la sua tesi
ha anche attaccato l'art. 11 della Costituzione bollandolo
come antiquato, perciò da cambiare in quanto sono cambiati
anche i modi di fare guerra. Su questo secondo punto
sono d'accordo, dato che la guerra è a uso e consumo
solo degli USA! Ma quello che a me più fa rabbia è:
non sono bastate due guerre mondiali, con milioni di
morti, senza contare quelli ebrei (che qui ci sarebbe
da fare un altro discorso), per far capire che la guerra
non serve a un cazzo? Non tanto per gli effetti immediati
e futuri, perché ad ogni conflitto si è risposto con
un altro conflitto, e questo dal tempo dei tempi, ma
perché chi ha scritto la Costituzione Italiana erano
dei combattenti per la libertà che hanno vissuto sulla
loro pelle quello che significa stare in guerra. Questi
valorosi uomini, hanno scritto le regole fondamentali
della convivenza tra individui in Italia, e se hanno
ripudiato la guerra lo hanno fatto per un buon motivo.
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Ora, se D'Alema è favorevole a mandare i nostri ragazzi, i
miei coetanei e amici in guerra, solo per un sua subdola strategia
politica, allora io dico: "Pezzo di MERDA! Se vuoi fare la
guerra, vacci tu in prima linea, e spero che non ritorni,
ma se per nostra sfortuna dovessi ritornare, vatti a rileggere
l'articolo 11 della Costituzione, e dimmi se è ancora antico".
Cordialmente saluto tutti, tranne i pezzi di MERDA d'Italia.
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