. LETTERA AL PRESIDENTE DELLA
. REPUBBLICA CIAMPI
uccello del
malaugurio
 
Caro Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Presidente di tutti noi italiani, mi ci metto anche io, perché sono italiano, nonostante non mi ritengo responsabile diretto di questa appartenenza.
Con questo voglio esprimere il mio scontento nel Suo operato. Sono scontento in molte cose, a partire dal modo in cui è stato eletto, ovvero su proposta della sinistra e eletto grazie ai voti della destra; questo mi pare sufficiente a spiegare molto del mio dissentire. Inoltre, sono inorridito per quello che Lei ha detto e fatto in questi anni di presidenza.
Partiamo con le leggi che Lei ha fatto passare, proposte dal signor Presidente del Consiglio Berlusconi, senza batter ciglio. E le leggi che sono passate sono leggi che vanno semplicemente a vantaggio del suddetto individuo, e dei suoi amici. E finire con la proposta della Legge Cirami, per continuare a favorire le solite persone.

Carlo Azeglio Ciampi

Junio Valerio Borghese
Per passare attraverso quello che Lei ha detto in varie occasioni. Ad esempio, e questo non me lo scorderò mai, e non glielo perdonerò mai anche se Lei si scusasse da qui all'infinito, quando ha paragonato i ragazzi della Repubblica di Salò con i partigiani, spiegandolo nella seguente maniera: "entrambi hanno lottato per la libertà". Mi perdoni se i repubblichini lottavano contro i partigiani per consegnare un'Italia libera e passarla sotto Hitler, mentre i partigiani lottavano contro il nemico invasore per la libertà della nazione e della popolazione. Altre cose che ha detto, e che ha ripetuto fino allo sfinimento e, mi perdoni, fino alla rottura di coglioni: quella del patriottismo e del nazionalismo.
Mi scusi se Lei ha detto, al discorso dell'ultimo dell'anno, che allo scoppio della Seconda guerra Mondiale, Lei stava in Germania e vedeva i suoi compagni andare in guerra. Ora, se Lei è andato sotto il comando Italiano, posso anche capire le parole dette prima. Però io voglio dire anche che allo stesso tempo c'erano degli uomini liberi che andavano a lottare contro gli oppressori.
Un'altra precisazione. Durante la guerra alla ex-Jugoslavia, veniva ripetuto che il nemico da combattere era il nazionalismo. Adesso, dopo l'11 settembre 2001, Lei pretende che tutte le famiglia italiane abbiano in casa il tricolore, che tutti gli italiani cantino almeno una volta al giorno l'inno italiano, anche prima delle preghierine della sera, ma viene perdonato quel ciellino bigotto che le preghiere le dice prima.
Non sarà per caso che dobbiamo essere nazionalisti solo perché ora l'America il suo nazionalismo lo esporta anche al di fuori degli Usa?
Per finire, Lei ha anche detto che siamo tutti Americani.

11 settembre 2001
Perché quando ci sono stati gli attacchi israeliani in Palestina, non siamo mai stati palestinesi? Perché quando ci sono stati gli attacchi in Somalia, non siamo mai stati somali?
Perché quando si ripetono gli attacchi al Kurdistan, non siamo stati mai Kurdi?
Se Lei si sente nazionalista, e si sente anche Americano, e si sente anche il Presidente degli italiani, allora io non sono tra i presenti.